F A R E A P P A L T I

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LA SOSTITUZIONE DELL’AUSILIARIA DURANTE LA PROCEDURA, “ISTITUTO DEROGATORIO RISPETTO AL PRINCIPIO GENERALE DELL’IMMODIFICABILITÀ SOGGETTIVA DEL CONCORRENTE NEL CORSO DELLA PROCEDURA (NONCHÉ DI COLORO DI CUI INTENDE AVVALERSI, E, PER QUESTA VIA, DELLA STESSA OFFERTA)”, RISPONDENTE “ALL’ESIGENZA DI EVITARE L’ESCLUSIONE DELL’OPERATORE PER RAGIONI A LUI NON DIRETTAMENTE RICONDUCIBILI E COSÌ, SEPPUR DI RIFLESSO, DI STIMOLARE IL RICORSO ALL’AVVALIMENTO. IL CONCORRENTE, INFATTI, PUÒ FAR CONTO SUL FATTO CHE, NEL CASO IN CUI L’AUSILIARIA NON PRESENTI I REQUISITI RICHIESTI, POTRÀ PROCEDERE ALLA SUA SOSTITUZIONE E NON SARÀ, PER CIÒ SOLO, ESCLUSO”, “NON POTENDO, ALLA LUCE DELLA RICHIAMATA FINALITÀ DELL’ISTITUTO DELL’AVVALIMENTO, L’IMPRESA AUSILIATA RISPONDERE, PER RESPONSABILITÀ OGGETTIVA, PER CIRCOSTANZE RICONDUCIBILI SOLO ALLA SFERA DELL’IMPRESA AUSILIARIA, DELLE QUALI LA PRIMA NON SIA RESPONSABILE NEPPURE A TITOLO DI COLPA. LA RATIO DELL’ISTITUTO, FUNZIONALE AD IMPEDIRE CHE L’IMPRESA AUSILIATA RISPONDA OGGETTIVAMENTE PER FATTI IMPUTABILI ESCLUSIVAMENTE ALL’IMPRESA AUSILIARIA, È UTILE AD ESCLUDERNE, NEL CASO DI SPECIE, L’APPLICAZIONE: DAL TRASCRITTO CARTEGGIO INTERCORSO TRA LA S.A. E LA CONCORRENTE AGGIUDICATARIA SI EVINCE CHE QUEST’ULTIMA SI È DELIBERATAMENTE AVVALSA DI UN’IMPRESA CHE SAPEVA SPROVVISTA DEI PRESCRITTI REQUISITI DI CAPACITÀ I), DI TALCHÉ, A BEN VEDERE, L’INIDONEITÀ DELL’AUSILIARIA DEVE RITENERSI PROPRIO DIRETTAMENTE RICONDUCIBILE ALLA SCELTA OPERATA DALLA CONCORRENTE.

TAR Puglia Bari, Sez. I, 07.06.2022, n. 831

L’Ente sostiene che, nel caso di specie, pur in ipotesi di accoglimento della tesi della ricorrente, non potrebbe, comunque, determinarsi l’effetto dell’annullamento dell’aggiudicazione, soccorrendo l’art. 89, co. 3 del D.Lgs. n. 50/2016, il quale impone alla SA di consentire alla concorrente la sostituzione dell’impresa ausiliaria, nel caso in cui quest’ultima non presenti i requisiti prescritti (“3. La stazione appaltante verifica, conformemente agli articoli 85, 86 e 88, se i soggetti della cui capacità l’operatore economico intende avvalersi, soddisfano i pertinenti criteri di selezione o se sussistono motivi di esclusione ai sensi dell’articolo 80. Essa impone all’operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione. Nel bando di gara possono essere altresi’ indicati i casi in cui l’operatore economico deve sostituire un soggetto per il quale sussistono motivi non obbligatori di esclusione, purche’ si tratti di requisiti tecnici.”).

Il Collegio ben conosce il tenore letterale della disposizione che sembrerebbe indurre alla sua applicazione in modo indistinto.

Parimenti è nota e condivisa la ratio dell’istituto dell’avvalimento, finalizzato ad assicurare la massima partecipazione alle gare a tutela della concorrenza tra le imprese.

Tuttavia, nel caso di specie, plurime ragioni inducono il Collegio a ritenere non applicabile al caso di specie la disposizione testé richiamata.

A tale fine occorre muovere dalla ratio dell’istituto della sostituzione, per come chiarita dalla giurisprudenza che ha evidenziato essere la sostituzione dell’ausiliaria durante la procedura, “istituto derogatorio rispetto al principio generale dell’immodificabilità soggettiva del concorrente nel corso della procedura (nonché di coloro di cui intende avvalersi, e, per questa via, della stessa offerta)”, rispondente “all’esigenza di evitare l’esclusione dell’operatore per ragioni a lui non direttamente riconducibili e così, seppur di riflesso, di stimolare il ricorso all’avvalimento. Il concorrente, infatti, può far conto sul fatto che, nel caso in cui l’ausiliaria non presenti i requisiti richiesti, potrà procedere alla sua sostituzione e non sarà, per ciò solo, escluso” (Consiglio di Stato sez. V – 21.2.2018, n. 1101), “non potendo, alla luce della richiamata finalità dell’istituto dell’avvalimento, l’impresa ausiliata rispondere, per responsabilità oggettiva, per circostanze riconducibili solo alla sfera dell’impresa ausiliaria, delle quali la prima non sia responsabile neppure a titolo di colpa (Consiglio di Stato sez. V, 20.1.2022, n.368).

La ratio dell’istituto, funzionale ad impedire che l’impresa ausiliata risponda oggettivamente per fatti imputabili esclusivamente all’impresa ausiliaria, è utile ad escluderne, nel caso di specie, l’applicazione: dal trascritto carteggio intercorso tra la S.A. e la concorrente aggiudicataria si evince che quest’ultima si è deliberatamente avvalsa di un’impresa che sapeva sprovvista dei prescritti requisiti di capacità (certamente, per le ragioni poc’anzi esposte, con riferimento al requisito previsto dall’art. 3.4., inequivocabilmente lungi dal conferire rilievo a servizi analoghi), di talché, a ben vedere, l’inidoneità dell’ausiliaria deve ritenersi proprio direttamente riconducibile alla scelta operata dalla concorrente.

D’altra parte, diversamente opinando (consentendo, cioè, la sostituzione), si finirebbe per violare il principio di parità di trattamento dei concorrenti, falsando, così, il gioco concorrenziale, nonché ammettendo, in ultima analisi, una disparità di trattamento tra l’impresa che, priva dei requisiti, non potrebbe che essere esclusa della platea dei concorrenti, senza possibilità di “rimessione in termini” e loro acquisizione postuma e l’impresa che, benché in origine in difetto dei requisiti di qualificazione, ricorrendo consapevolmente ad un avvalimento inidoneo, sarebbe nelle condizioni di poterli acquisire successivamente.

Da ultimo, ma non certo per importanza, non è revocabile in dubbio che, consentendo nello specifico caso di specie (caratterizzato dalle sopra descritte modalità fattuali), la sostituzione, si premierebbe un comportamento in evidente contrasto con il principio di buona fede e con l’obbligo di leale collaborazione tra privato e Pubblica Amministrazione (espressamente sancito dall’art. 1 comma 2 bis L. 241/1990), posto che, a fronte dell’inequivocabile tenore testuale del disciplinare (ben compreso, come emerge dalla richiesta di chiarimenti) di gara, l’operatore economico ha, in ogni caso, ritenuto di avvalersi di un’impresa sprovvista di alcuna capacità tecnico-operativa e finanziaria nell’attività oggetto di gara…”

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